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Il settore vitivinicolo italiano entra nel pieno della vendemmia 2026 in uno scenario complesso: caldo e siccità anticipano la raccolta, mentre elevate giacenze e rallentamento della domanda spingono diverse denominazioni a ridurre le rese.
Parallelamente, molte cantine stanno reagendo puntando su qualità, sostenibilità, innovazione, Metodo Classico, enoturismo, comunicazione e nuovi segmenti come i vini No/Low Alcohol.
CANTINE ITALIANE
Venturini: Amarone tra rispetto del territorio e tradizione
A San Pietro in Cariano, nel cuore della Valpolicella Classica, la famiglia Venturini continua a puntare sulla tradizione accompagnata da una particolare attenzione alla gestione dei vigneti e alla bevibilità dei vini.
L'azienda dispone di circa 12 ettari di vigneto, quasi il 90% in collina, e produce circa 120.000 bottiglie l'anno, metà delle quali destinate all'estero. Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara rappresentano il patrimonio varietale della cantina, che possiede anche vigne di 40-60 anni.
Serena Wines 1881 diversi****** verso Metodo Classico e No-Alcohol
La storica azienda di Conegliano, guidata dalla quinta generazione della famiglia Serena, produce oltre 30 milioni di bottiglie ed è particolarmente presente nel Prosecco DOC e DOCG e nel canale Horeca.
La strategia futura punta alla diversi******zione e al posizionamento premium. A Vinitaly 2026 è stato presentato Audace, primo Metodo Classico dell'azienda. Serena guarda inoltre al segmento No-Alcohol e amplia il proprio portafoglio anche con uno Champagne.
Berlucchi anticipa la vendemmia alle 4 del mattino
Per contrastare le temperature particolarmente elevate, Berlucchi ha deciso per la prima volta di iniziare la raccolta delle uve destinate al Franciacorta alle 4 del mattino.
La vendemmia notturna permette di migliorare le condizioni di lavoro nei vigneti e contemporaneamente di portare in cantina grappoli più freschi e meglio preservati.
Una scelta che evidenzia come il cambiamento climatico stia modi******ndo concretamente anche l'organizzazione delle aziende vitivinicole.
Braida coinvolge i consumatori attraverso un quiz digitale
Braida, storica cantina piemontese di Rocchetta Tanaro, punta sulla comunicazione digitale per avvicinare gli enoappassionati e le nuove generazioni.
L'azienda, che dispone di circa 70 ettari di vigneti e produce circa 600.000 bottiglie, ha creato il quiz digitale “Gioca con Braida”, dedicato alla conoscenza dell'azienda, della Barbera e dei suoi vini.
Librandi premiata per sostenibilità e agroecologia
La cantina calabrese Librandi ha ricevuto a Festambiente il riconoscimento “Ambasciatore del Territorio” per l'impegno nella sostenibilità ambientale e nell'innovazione agroecologica.
L'azienda è stata premiata anche per il percorso “glyphosate free” e per le strategie adottate nella gestione sostenibile dei vigneti.
Cantine Valtidone: vendemmia molto anticipata, ma uve di qualità
A Borgonovo sono arrivati i primi 900 quintali di Chardonnay e Pinot Nero.
Il caldo ha fortemente anticipato la maturazione, ma ha contemporaneamente limitato muffe e malattie. Le prime valutazioni indicano uve sane e una qualità molto buona, in particolare nei vigneti più maturi
VINO ITALIANO ED ENOLOGIA
Veneto: vendemmia anticipata di 8-10 giorni
La vendemmia 2026 in Veneto dovrebbe mantenersi complessivamente vicina ai quantitativi del 2025, quando furono raccolti circa 14,7 milioni di quintali, pur con alcune riduzioni territoriali.
La qualità delle uve viene indicata da buona a ottima.
Il caldo e la carenza idrica hanno anticipato la raccolta di circa 8-10 giorni.
Le situazioni più critiche riguardano Treviso, Vicenza e soprattutto Verona. Per Corvina, Corvinone e Rondinella sono previste diminuzioni che possono raggiungere il 10-12%.
Migliore la situazione di Padova e Rovigo grazie alla maggiore disponibilità irrigua.
Positiva anche la situazione fitosanitaria: la ridotta piovosità ha limitato peronospora e oidio.
Sardegna: vendemmia anticipata fino a due settimane
Le temperature superiori ai 40 gradi stanno spingendo diverse cantine aderenti a Confcooperative Cagliari ad anticipare la vendemmia anche di due settimane.
L'obiettivo è preservare la qualità delle uve e proteggere i lavoratori dalle temperature estreme.
Se il caldo dovesse continuare, tuttavia, potrebbe veri******rsi anche una riduzione della produzione.
Puglia: oltre 5 milioni di ettolitri di vino invenduto
Una delle situazioni più delicate arriva dalla Puglia.
Secondo i dati riportati di Cantina Italia-Masaf, nelle cantine pugliesi risultano oltre 5 milioni di ettolitri di vino invenduto, dei quali più di 3 milioni appartenenti alle categorie IGP e DOP.
La regione dispone di circa 94.000 ettari vitati e rappresenta tra il 16% e il 18% della produzione vinicola nazionale.
Il problema non appare quindi produttivo, ma soprattutto commerciale.
Costi crescenti, riduzione dei consumi, difficoltà dell'export e cambiamento delle preferenze dei consumatori stanno comprimendo la redditività delle aziende.
Toscana: un'annata e mezzo di vino nelle cantine
Anche la Toscana affronta elevate giacenze.
Secondo le informazioni riportate, nelle cantine sarebbe presente l'equivalente di circa un'annata e mezzo di produzione.
La Regione ha quindi accolto le richieste provenienti da diversi Consorzi, tra cui Brunello di Montalcino, Chianti Classico, Chianti e Toscana IGT, finalizzate alla riduzione delle rese.
L'obiettivo è riequilibrare produzione e domanda, sostenere i prezzi e difendere la redditività delle aziende.
Vendemmia 2026: sempre più denominazioni riducono le rese
La gestione dell'offerta sta diventando uno dei temi centrali del vino italiano.
Dopo Toscana, Piemonte e Veneto, anche Marche e Abruzzo stanno adottando misure per limitare la produzione.
Riduzione delle rese e stoccaggio vengono utilizzati per evitare un ulteriore aumento delle giacenze e riallineare la produzione alla domanda effettiva.
Il tema strategico è sempre più evidente: produrre meno quando necessario per proteggere valore, prezzi e redditività della filiera.
Consorzi del vino: nuove competenze in arrivo
Il settore attende il nuovo “decreto consorzi”, destinato a recepire il Regolamento UE 2024/1143 e alcune indicazioni contenute nel “Pacchetto Vino”.
I Consorzi saranno chiamati ad assumere un ruolo più ampio nella tutela, promozione, valorizzazione, informazione ai consumatori, vigilanza e gestione delle denominazioni.
Il confronto dovrebbe proseguire con le Regioni dopo la pausa estiva.
Attilio Scienza: ripensare vitigni e denominazioni davanti al cambiamento climatico
Il professor Attilio Scienza propone una riflessione profonda sul futuro del vino italiano.
Il sistema costruito sulle denominazioni e sui vitigni storici ha contribuito enormemente al suc****** del Made in Italy, ma cambiamento climatico ed evoluzione dei consumi potrebbero rendere necessaria una maggiore flessibilità.
Il punto non sarebbe abbandonare le DOC, ma permettere alla viticoltura di evolversi quando cambiano clima, ambiente e preferenze del mercato.
Acqua e vigneti: attenzione alla sostenibilità delle risorse
Nel territorio della DOCG trevigiana è emerso il problema di prelievi non autorizzati di acqua potabile destinati all'irrigazione dei vigneti.
Secondo quanto riportato, sarebbero stati prelevati oltre 2.800 metri cubi al giorno per circa un mese.
Il caso evidenzia quanto la gestione dell'acqua stia diventando strategica per la viticoltura, soprattutto nelle annate caratterizzate da temperature elevate e siccità.
Rosati italiani: categoria sempre più autonoma
Il vino rosato sta progressivamente superando l'immagine di prodotto esclusivamente stagionale.
Sempre più produttori progettano il rosato già dal vigneto, scegliendo parcelle, epoche di raccolta e tecniche di vini******zione specifiche.
La crescita è sostenuta dalla domanda di vini freschi, versatili e gastronomici, ma soprattutto dal miglioramento qualitativo dell'offerta.
Metodo Classico: cresce l'interesse per le bollicine premium
Il Metodo Classico continua a rappresentare uno dei segmenti più interessanti della spumantistica italiana.
Franciacorta, Trentodoc e Alta Langa stanno costruendo una proposta sempre più riconoscibile, fondata su territorio, affinamento, qualità e posizionamento premium.
Tra le etichette e realtà segnalate figurano Casa E. di Mirafiore Alta Langa Brut Blanc de Noir 2021, Altemasi Trento DOC Brut Rosé Riserva 2019 e Oro Rosso Trento DOC di Cembra Cantina di Montagna.
Alto Adige: biodiversità, territorio e identità
Tra le realtà segnalate figurano Manincor, Ritterhof e Muri-Gries.
Manincor coltiva 52 ettari e produce circa 350.000 bottiglie seguendo principi biodinamici.
Ritterhof, della famiglia Roner, dispone di circa 40 ettari vitati e raggiunge una produzione di circa 380.000 bottiglie.
Muri-Gries, storica cantina ******stica altoatesina, gestisce circa 70 ettari distribuiti nella provincia di Bolzano.
Romagna: Anemo di Longanesi tra i Top 6 regionali
L'Anemo di Daniele Longanesi, passito rosso composto per l'80% da uva Longanesi e per il 20% da Balsamina, è stato inserito tra i sei vini Top della Romagna 2026 dalla guida AIS “Emilia Romagna da Bere e da Mangiare”.
La produzione è limitata a circa 2.000 bottiglie l'anno.
Marche: il Verdicchio protagonista con Casalfarneto
Casalfarneto, a Serra de' Conti, dispone di circa 60 ettari complessivi, dei quali 35 vitati.
Ben 28 ettari sono dedicati al Verdicchio.
La produzione raggiunge circa 1,2 milioni di bottiglie l'anno, con particolare attenzione alla valorizzazione del Verdicchio dei Castelli di Jesi.
Sardegna: qualità in crescita
La Guida ai Migliori Vini della Sardegna 2027 di Vinodabere ha degustato oltre 600 campioni.
328 vini hanno ottenuto una recensione e 117 una Standing Ovation, pari al 35,67% dei vini selezionati. Sette etichette hanno raggiunto il massimo riconoscimento di 100/100.
INTERNAZIONALE E NUOVI TREND
Il vino senza alcol può diventare una risposta alla crisi dei consumi?
Con il consumo tradizionale di vino in diminuzione in diversi mercati europei, alcuni produttori, in particolare tedeschi e spagnoli, stanno guardando con crescente interesse al segmento No-Alcohol.
Le nuove tecnologie stanno migliorando la qualità dei prodotti dealcolati e il comparto potrebbe rappresentare un'opportunità di diversi******zione.
Anche importanti aziende italiane stanno iniziando a muoversi in questa direzione.
Sostenibilità, salute e No/Low Alcohol al centro del futuro
Il confronto tra Intelligenza Artificiale e produttori realizzato da WineNews evidenzia alcuni dei temi destinati a influenzare maggiormente il vino nei prossimi anni:
sostenibilità, salute, cambiamento dei consumi, No/Low Alcohol e capacità di comunicare il vino alle nuove generazioni.
Sono temi sui quali si stanno confrontando numerosi produttori italiani, tra cui rappresentanti di Tedeschi, Fonzone, Fèlsina, Planeta, Marco Felluga, Bellavista, Hans Rottensteiner, Argiolas e Sturm.
EVENTI ENOLOGICI
10 agosto: Calici di Stelle attraversa l'Italia
La notte di San Lorenzo rappresenterà il momento centrale di Calici di Stelle 2026, iniziativa del Movimento Turismo del Vino.
Centinaia di appuntamenti coinvolgeranno cantine, borghi, castelli e territori vitivinicoli italiani.
Degustazioni, musica, visite e osservazioni astronomiche trasformeranno il vino in uno strumento per raccontare territorio, cultura ed enoturismo.
Alba: tornano le “Notti del Vino”
Lunedì 10 agosto, dalle ore 19, via Cavour ad Alba ospiterà la seconda edizione delle “Notti del Vino”.
Saranno protagoniste 13 cantine albesi, all'interno di una rete cittadina che comprende complessivamente 23 realtà produttive.
L'obiettivo è avvicinare residenti, turisti e appassionati alla produzione vitivinicola del territorio.
Tarquinia: DiVino Etrusco 2026
Dal 20 al 23 e dal 27 al 29 agosto 2026, il centro storico di Tarquinia ospiterà la ventesima edizione di DiVino Etrusco.
La manifestazione mette in relazione vino, storia, cultura e territori dell'antica Dodecapoli etrusca.
L'edizione 2026 amplia il percorso anche a Sicilia, Sardegna e Calabria, rafforzando il legame con la cultura vitivinicola mediterranea.
IL QUADRO DELLA SETTIMANA – QUIDQUID NEWS
Dalle notizie di oggi emerge un settore vitivinicolo italiano attraversato contemporaneamente da due fenomeni opposti.
Da una parte, la vendemmia 2026 presenta in molti territori uve sane e di buona o ottima qualità, nonostante caldo, siccità e raccolte fortemente anticipate.
Dall'altra, il vero problema è sempre più il mercato.
Puglia e Toscana mostrano livelli importanti di vino invenduto, mentre numerose denominazioni italiane stanno riducendo le rese per evitare che nuova produzione si aggiunga alle giacenze esistenti.
La direzione strategica che emerge è quindi abbastanza chiara:
meno attenzione ai volumi e maggiore attenzione al valore.
Programmare la produzione sulla domanda reale, proteggere il posizionamento delle denominazioni, sviluppare export e nuovi mercati, investire nella qualità, rafforzare l'enoturismo e dialogare con nuovi consumatori saranno sempre più elementi decisivi.
Contemporaneamente, il cambiamento climatico sta imponendo nuove modalità operative: vendemmie anticipate, raccolte notturne, gestione dell'acqua e ripensamento delle varietà stanno passando dalla sperimentazione alla gestione quotidiana.
Infine cresce una nuova area di mercato: No/Low Alcohol, sostenibilità e nuovi modelli di consumo indicano che il vino del futuro probabilmente non sostituirà quello tradizionale, ma dovrà essere capace di affiancargli nuove proposte.
Il messaggio che arriva da questa rassegna dell'8 agosto 2026 è quindi netto:
il vino italiano non ha soltanto un problema di produzione. Ha soprattutto la necessità di riallineare produzione, mercato e consumatori, trasformando la qualità del prodotto in valore economico.
QUIDQUID – Rassegna Stampa Vitivinicola
Una sintesi delle principali notizie del settore dedicata a imprenditori, cantine, investitori e professionisti della filiera.